El Pais ha censurato un editoriale, durissimo contro la gestione della crisi dell’Eurozona da parte della cancelliera tedesca Angela Merkel, accusata di aver “dichiarato guerra all’Europa al fine di difendere lo spazio vitale economico tedesco“.

Parallelamente, le politiche dei successivi governi tedeschi concentrarono ancora di più i redditi verso la cima della piramide sociale, aumentando quindi il loro già alto livello di risparmio. Dal 1998 al 2008 la ricchezza del 10% della popolazione tedesca più ricca, passò dal 45% al 53% del totale; quella del 40% (classe media) dal 46% al 40% e quella del 50% della popolazione più povera dal 4% all’1%.
Queste circostanze misero a disposizione delle banche tedesche ingenti quantità di liquidità. Però invece di dedicarla a migliorare il mercato interno tedesco e la situazione della popolazione con un reddito più basso, la usarono (circa 704.000 milioni di euro fino al 2009, secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali) per finanziare i debiti delle banche irlandesi, la bolla immobiliaria spagnola, l’indebitamento delle aziende greche o per speculare, facendo in modo che il debito privato nella periferia europea s’impennasse e che le banche tedesche si riempissero di attivi tossici (900.000 milioni di euro nel 2009).
Allo scoppiare della crisi riuscirono a fare in modo che la propia insolvenza, invece di manifestarsi come il risultato della loro grande imprudenza e irresponsabilità (alla quale non si riferisce mai la Markel), si presentasse come il risultato dello scialacquaggio e del debito pubblico dei paesi alle cui banche avevano prestato i propri capitali. I tedeschi ritirarono rapidamente il proprio denaro da questi paesi, però il debito rimaneva nei bilanci delle banche debitrici. Merkel si eresse come il difensore delle banche tedesche e per aiutarle mise in atto due strategie: i salvataggi, venduti come se fossero diretti a salvare i vari paesi, mentre consistono nel dare ai governi denaro sotto forma di prestiti, pagati dalla popolazione e che vengono passati alle banche nazionali;. l’altra, impedire che la BCE tagli dalla radice gli attacchi speculativi contro i debiti dei paesi periferici affinchè, aumentando lo spread, si abbassi il costo di finanziarizzazione per la Germania.
La Merkel, come Hitler, ha dichiarato guerra al resto dell’Europa, per garantirsi il suo spazio vitale economico. Ci punisce per proteggere le sue grandi aziende e banche, ma anche per nascondere al suo elettorato la vergogna di un modello che ha fatto in modo che il livello di povertà nel suo paese sia il più alto degli ultimi 20 anni, che il 25% dei suoi impiegati guadagni meno di 9,15 euro l’ora, o che alla metà della popolazione corrisponda, a un misero 1% di tutta la ricchezza nazionale. La tragedia è l’enorme connivenza tra i poteri finanziari paneuropei che dominano i nostri governi, e che questi, invece di difenderci con patriotismo e dignità, ci tradiscano attuando come vere e proprie comparse agli ordini della Merkel.
Traduzione: Gigi Pieri
Fonti: TwitLonger – Nocensura.com